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Disturbo Ossessivo Compulsivo

Ossessioni e compulsioni, impropriamente dette anche fissazioni o manie, affliggono un numero crescente di persone. La prevalenza life-time indica che circa 3 persone su 100 che nascono oggi nel mondo svilupperanno nell’arco della propria vita il DOC- disturbo ossessivo compulsivo.

Un disturbo invalidante che riduce notevolmente le capacità di realizzazione esistenziale e si riflette negativamente anche sulla qualità e la durata delle relazioni amicali ed affettive di chi ne è affetto.

Proprio a causa del loro disturbo, spesso, le persone non riescono a svolgere un’attività lavorativa o la realizzano in modo discontinuo o debbono contentarsi di mansioni a bassa responsabilità, e comunque inferiori alle loro capacità lavorative. Il 50 % dei pazienti non riesce a stabilizzare o a mantenere un rapporto di coppia. Solitamente l’esordio è in età precoce e tende a cronicizzarsi. L’incidenza del disturbo, vale a direi il numero dei nuovi casi, è massima in fasce di età giovanili con picchi intorno ai 15 anni e ai 25.

Indipendentemente dal contenuto che assumono nella persona intendiamo con “ossessioni” dei pensieri impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che vengono vissuti come intrusivi e indesiderati dal soggetto. Con lo scopo di evitare o neutralizzare questi impulsi il soggetto si sente obbligato a mettere in atto le “compulsioni” comportamenti ripetitivi o azioni mentali da svolgersi secondo regole che devono essere applicate rigidamente. Al di là delle intenzioni della persona, le inevitabili conseguenze intrapsichiche e interpersonali mantengono e aggravano il disturbo stesso.

Relatori

Interverranno durante l’evento

Federica Sorino

Psicologa

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Claudio Politi

Autore

Corto Teatrale: “La cena è pronta”

La quotidianità della vita di coppia è fatta di piccoli gesti di amore, come preparare una cena al lume di candela. Ma i bordi della tovaglia non sono simmetrici, la disposizione dei piatti non è perfettamente speculare, le posate distano tra loro di qualche millimetro di troppo, i bicchieri non sono allineati e la mise en place richiede una costante pulizia delle mani. Ma soprattutto: lei è stanca. Vivere assieme a un fidanzato affetto da disturbo ossessivo compulsivo significa partecipare a un munizioso e incessante rituale. Ma forse è solo una scusa. Le importa davvero che lui si alzi in continuazione per ripiegarle il fazzoletto? La infastidisce davvero che lui le chieda con pudore di pulire la forchetta prima di posarla sul tavolo? Forse no. Forse non riesce più a vedere l’amore dietro ogni singolo gesto. Forse vuole solo vederne la “compulsione”.

Info

Tessera dell’associazione richiesta per accedere

Date:

12 dicembre 2017

Location

Nuovo Teatro Orione, Roma.